abiti da sposa
abiti da sposa

Un giorno indimenticabile

Cambiano le religioni, cambiano i riti, cambiano le usanze ma in ogni circostanza gli abiti da sposa appartengono a quei desideri che ogni donna sogna sin da bambina.

La storia degli abiti da sposa è documentata fin dall’epoca romana. A quei tempi le donne avanzavano all’altare con una tunica di colore bianco in onore della divinità che proteggeva il matrimonio. Legata ala vita, si usava porre un cordone di lana recante il nodo di Ercole –simbolo di fertilità e amore- che solamente lo sposo poteva sciogliere. E se le spalle erano coperte da un mantello color giallo zafferano, la testa era cinta da una coroncina di fiori intrecciati tra loro ed arricchiti di foglie di verbena e maggiorana. Differente era l’uso degli abiti da sposa in epoca medioevale. Allora gli sposalizi rappresentavano per le classi di potere, più che la celebrazione dell’amore tra due persone, una sorta di patto di alleanza che conveniva ad entrambe le famiglie. In quel caso le donne esibivano abiti ricchissimi di pesante velluto o di leggiadra seta non rinunciando alle pellicce; ovviamente i meno facoltosi tendevano a copiare la moda seppur con vestiti di minor pregio.

Fu solo alla metà dell’Ottocento che si diffonde in occidente l’uso di indossare abiti ampi e lunghi in stile vittoriano anche se, e questo vale per i giorni nostri, l’outfit è stato sempre legato alle mode.
Negli anni Venti del secolo sorso era di moda vestire abiti corti davanti ma con uno strascico lungo e si usava abbinare il cappello cloche tanto trend a quel tempo.
Il  tradizionale colore bianco era (ed è) sinonimo di purezza e castità anche se, attualmente, sono accettati anche altri colori addirittura più accesi.

E fuori dall’Occidente, quali costumi vigono?

Nel Celeste Impero la tradizione suggerisce abiti di colore rosso che auspica una vita fortunata, anche se l’occidentalizzazione della Cina ha visto il propagarsi di abiti da sposa di colore bianco. Stesso colore rosso è scelto dalle giovani vietnamite per l’abito nuziale mentre in Giappone non si rinuncia al classico kimono (anche in questo caso di colore bianco). Se in Indonesia si usa il tradizionale kebaya (un mix tra una blusa e un batik), nelle vicine Filippine continua la tradizione del barong tagalong che viene indistintamente usato sia dallo sposo che dalla sposa.
Anche nella popolosa India le spose indossano abiti colorati: rosso per il buon augurio o verde per incentivare la fertilità. Da notare che spesso le spose indiane (come quelle pakistane) celano il loro viso con un leggero velo.

Ma a qualsiasi latitudine e longitudine il desiderio di ogni sposa è quello di regalarsi un giorno davvero speciale che si renda indimenticabile e che sia il viatico per una relazione dominata dall’amore e dal rispetto di coppia. Magari non sarà la scelta dell’abito a determinare l’esito del menage ma, almeno, rappresenta un buon inizio.

 


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